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Badolato Borgo notturna

Badolato, antico centro medioevale, è posto tra due valloni che degradano verso la pianura litoranea. È situato a 240 metri s.l.m. a poco più di 5 km dalla frazione Marina.
Il millenario borgo di Badolato conserva ancora intatta la struttura urbanistica medioevale costituita da suggestivi vicoli stretti e tortuosi che si intersecano fra le case l’una a ridosso dell’altra. Badolato si erge su di una collina che domina l'ampia vallata del torrente Gallipari, i cui aspri tratti e la bellezza si ammirano in tutto il loro splendore dagli innumerevoli belvedere che costellano la strada per la montagna e l'altopiano delle Serre. Quest'ultima collega l'antico borgo con la statale 106 permettendo così al visitatore di passare in pochi minuti dalla calda amenità della costa ionica al fascino di una montagna ancora incontaminata.

Badolato è stata fondata "un pacifico borgo" nel 1080 dal primo Duca di Calabria Roberto il Guiscardo, condottiero normanno. Il borgo sin dalle origini ebbe scopi eminentemente difensivi come confermato dalla cinta muraria e dal castello signorile risalenti circa al XII secolo; quest'ultimo, in particolare dotato di torre, fungeva da punto d'avvistamento contro le invasioni dei Saraceni o dei Turchi, che afflissero la Calabria per tutto l'Alto Medioevo.
Purtroppo poco o nulla rimane oggi a testimonianza della fortificazione, se non la struttura stessa del paese, resti delle antiche porte medievali di accesso al paese con relative stradine di pietra, le innumerevoli stradine che si snodano in gironi concentrici, convergenti verso il culmine dell'altura dove era posto il vecchio castello. Da qui il piccolo borgo si dipanava in abitazioni contadine e botteghe che ne costituivano la vita stessa.
In passato ha assunto, di volta in volta, i nomi di Badulato, Vadolato, Badoaro.



Compreso nella Contea di Catanzaro agli inizi della dominazione Normanna, fu in seguito baronia, ed ai tempi degli Angioini appartenne ad un Filippo di Badolato, donde, probabilmente, il nome del paese. Appartenne anche alla famiglia dei Ruffo e a quella dei Toraldo per passare nel 1596 a Pietro Borgia Principe di Squillace e successivamente a Pier Francesco Ravaschieri.



Convento degli Angeli

Tra queste casate sono ancora oggi ricordati quelle dei Toraldo, il cui capostipite si distinse nella battaglia di Lepanto (1571), che fu vinta contro una delle più grandi flotte Turche, e quella dei Gallelli, la cui fama è peraltro testimoniata dall'imponente Villa-Castello “Pietra Nera”, situata lungo la via di collegamento che dalla marina porta all'antico centro. Fu danneggiato dai terremoti del 1640 e del 1659 e quasi distrutto, come tanti paesi della Calabria, da quello del 1783. Più di recente, la catastrofica alluvione del 1951 mise in ginocchio il paese provocando danni ingenti, che assieme al precedente terremoto del 1947 indusserro i governi locali e nazionali dell'epoca alla costruzione delle prime case nella frazione Marina, attorno alla già esistente stazione ferroviaria ed alle prime strutture di proprietà baronale, prima della baronessa Scoppa e poi della famiglia Paparo.




Vista Badolato Borgo COnvento degli Angeli

Badolato divenne nel tempo un importante punto di riferimento per le zone circostanti, come fulcro della religiosità essendo frequentato da monaci Basiliani, Francescani e Domenicani, che costituirono numerose confraternite, ancora oggi operanti ed occupate nella gestione e custodia delle magnifiche chiese e dei conventi edificati nei secoli passati.
Circostanze recenti vedono Badolato protagonista in un progetto pilota di ospitalità e solidarietà verso il popolo kurdo dopo gli sbarchi del 1997 (339 rifugiati politici hanno trovato ospitalità soprattutto in alcune case del Borgo messe a disposizione dal Comune di Badolato e da alcuni cittadini privati, spinti dalla loro indole ospitale). Tutto ciò ha balzato nuovamente Badolato - un “antico borgo medievale abbandonato”, noto anche per la famosa provocazione “Badolato paese in vendita” degli anni ottanta - agli onori della cronaca con una grande cassa di risonanza mass - mediatica nazionale ed internazionale, che ha poi indirettamente sollecitato ed aperto nuove frontiere del turismo estero, con cittadini provenienti dal nord europa, dagli USA e da tanti altri paesi, interessati all'acquisto e ristrutturazione delle vecchie case arroccate nel borgo.



Di recente attualità, infatti, le candidature all’ONU per il “World Habitat Award - premio di rilevanza internazionale di cui si registra una menzione d’onore – e la realizzazione tra le viuzze dell'antico borgo del famoso cortometraggio di Win Wenders “IL VOLO”, regista di fama internazionale che ha puntato l'attenzione su Badolato (sede regionale del C.I.R.) e Riace, paesi dove ancora sono operativi progetti SPRAR della Comunità Europea, con percorsi di accoglienza e integrazione per i rifugiati politici e richiedenti asilo.



Badolato e la sua ricchezza artistico-culturale:

Badolato è il Paese delle Chiese, nell'antico borgo si possono visitare, infatti, 12 chiese (le altre 2 sono situate nella frazione Marina) che, per la loro posizione, sembrano quasi proteggere il paese dai quattro lati. Di seguito è riportato un elenco delle chiese di Badolato:

Elenco delle 14 Chiese di Badolato

  • Chiesa dell'Immacolata (1686)
  • Chiesa del convento di san Domenico (1566)
  • Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (1198)
  • Chiesa dell'Annunziata (1654)
  • Chiesa della Provvidenza (1598)
  • Chiesa Ss.mo Salvatore (1218)
  • Chiesa del Carmine (1678)
  • Chiesa di Santa Maria in crignetto (1728)
  • Chiesa di San Nicola Vescovo (1239)
  • Chiesa di San Rocco (1548)
  • Santa Maria degli Angeli (1606)
  • Chiesa di Santa Maria della Sanità (1198)
  • Chiesa dei Ss. Angeli Custodi (1956)
  • Chiesa di San Leonardo (chiesetta annessa a Villa Paparo)