Vacanze lente in un borgo di montagna nella Calabria autentica
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Torre di Ruggiero

Nel pieno delle Serre calabresi, ad un’altitudine di oltre 500 metri sul livello del mare, un profumo di castagni, querce e faggi, inebria trasportato da un costante alito di vento, l’antico abitato di Torre di Ruggiero. ‘A Turri in dialetto locale, conosciuta come la Piccola Lourdes, è un grazioso borgo di montagna immerso nel verde denso di tradizioni e spiritualità.

Dove dormire

Un po’ di storia

Le origini di Torre di Ruggiero sarebbero da attribuire alla migrazione della popolazione dei centri abitati vicini che decisero di stabilirsi in prossimità dei campi che erano soliti coltivare. Secondo quanto si tramanda fu proprio Ruggiero I il Normanno che visitando questi luoghi volle riunire i villaggi sparsi in un unico centro attribuendogli il nome originario di Torre di Spadola, proprio perché la maggior parte degli abitanti erano originari del vicino borgo di Spadola.

Al 1677 risale secondo la tradizione l’origine del culto della Madonna delle Grazie, alla quale oggi è dedicato l’omonimo Santuario che è uno dei principali luoghi di culto dell’intera Calabria, in seguito all’apparizione della Vergine a due ragazze del luogo e alle prodigiose guarigioni che seguirono.

Dopo la devastazione del terremoto del 1783, i francesi ne fecero un Luogo (ai tempi venivano riconosciuti come “luoghi” gli agglomerati sociali superiori a semplici frazioni) con una legge del 19 gennaio 1807 e solo nel maggio del 1811 venne dichiarato Comune e inserito nel Circondariato di Chiaravalle. L’8 maggio del 1864 il borgo di Torre di Spadola assunse l’attuale denominazione di Torre di Ruggiero a ricordo del suo fondatore Ruggiero il Normanno.

A spasso per il borgo

Adagiato in una conca nella media valle dell’Ancinale l’abitato sembra farsi proteggere dal massiccio delle Serre. Nei palazzi gentilizi che conservano intatti gli originari portali in granito locale e nelle sue chiese, Torre di Ruggiero custodisce un grande tesoro di storia e antiche tradizioni.

Seguendo le strade lastricate si aprono improvvisamente larghi spiazzi per poi richiudersi in stretti e caratteristici vicoletti finché non si arriva nel cuore dell’abitato, dove accanto ad abitazioni moderne, si alternano case addossate una all’altra a conservare la vecchia disposizione medievale. In questo scenario si erge l’antica Chiesa di Santa Domenica del X secolo, con i suoi splendidi tre portali d’ingresso. Ancora più addentrata tra le vie del borgo si trova la Chiesa dell’Immacolata, recentemente restaurata mantenendo l’antica struttura di origine Normanna.

Sparsi per le vie del borgo poi troviamo diversi palazzi nobiliari, spesso decorati da portali in pietra preziosamente lavorati dalle vicine maestranze di Serra San Bruno. Fra questi va sicuramente citato il Palazzo “Donna Anna”, ora sede municipale, di recente restaurato.

Altro palazzo che merita di essere citato è Palazzo Ravaschieri, un imponente edificio storico su due livelli a cui si accede attraverso un portale ad arco di granito.

Nella centrale Piazza del Popolo si trova invece la chiesa Matrice e nelle vicinanze il bel monumento delle Tre fontane.

Torre di Ruggiero tutto l’anno

Torre di Ruggiero è una meta importante del turismo religioso per chi è alla ricerca di un viaggio spirituale e per questo è anche conosciuta come la Piccola Lourdes.

Ci sono due monasteri, uno Agostiniano e uno Basiliano e un Santuario, quello della Madonna delle Grazie dove affluiscono migliaia e migliaia di pellegrini ogni anno. Tra i due monasteri è stata realizzata in tempi recenti una statua equestre raffigurante Ruggero il Normanno.

La chiesa di origini medievali fu ricostruita sia nel XV secolo che successivamente al terremoto del 1783 a causa del quale subì diversi danni subiti. La facciata attuale è in stile neoclassico e risale al 1886, mentre l’interno è in stile barocco con un altare a marmi policromi, opera di maestranze della vicina Serra San Bruno.

Risale al 1534 invece la fondazione del convento Agostiniano dedicato a Santa Maria del Carmine. I suoi ruderi costituiscono un altro luogo da visitare appena al di fuori del borgo.

Lasciato il borgo si giunge nei freschi boschi dove regnano incontaminati il verde e la natura tipici delle Serre, qui la primavera è la stagione migliore per addentrarsi.

In questo territorio verde e rigoglioso passa il Sentiero Italia del CAI seguendo un percorso che attraversa boschi e castagneti.

Infine, i foodies apprezzeranno una caratteristica del paesaggio agrario di Torre di Ruggiero: gli alberi di nocciole. La principale varietà locale si chiama “Tonda calabrese” e nella valle dell’Ancinale ha la propria zona di elezione tra i 350 e i 700 metri sul livello del mare.  Il paese fa parte del circuito delle città della nocciola.

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